Il design non è arte.

È la disciplina che risolve problemi. Quello che vedi, il colore, il carattere, il movimento, è solo l'ultimo passo.

Per questo una soluzione bella che non risolve il problema cade. L'arte è ricerca personale, il design è servizio al problema di qualcun altro.

  1. Sketch, ispirazione, moodboard.
  2. Lascio sedimentare.
  3. Costruisco quello che ho visto.
  4. Itero.

Il secondo passo è una mia esclusiva. Lì il problema si separa dalla prima idea che mi è venuta in mente.

Questo sito ne è la prova, era partito come un gioco. Creare uno swipe alla Tinder dei miei progetti di punta. Sedimentando ho capito che il wow di una pagina sola non regge un portfolio intero e ho quindi espanso il sito con una homepage più standard ma anche funzionale.

Prova lo swipe

Il design è saper coniugare bellezza con funzione. PAOLO.DESIGN è minimale come Braun e come Apple ma con un punch di colore dove serve.

Il wow si concentra, non va diluito.

La base resta minimal proprio perché l'unico momento pop arrivi a destinazione, quello che io chiamo bold minimalism. La stanza in 3D e la pagina match sono wow. Tutto il resto del sito non urla nulla per design. La mia filosofia è che per emergere dal rumore di fondo della comunicazione bisogna adeguarsi al sistema con qualcosa di minimal ma anche dare uno schiaffo comunicativo o visivo ad alto impatto per essere memorabili.

Entra nella stanza

  • Dieter Rams

    La calcolatrice Braun ET66, con Dietrich Lubs, 1987. La stessa che ha ispirato la Calcolatrice di iOS. Meno, ma meglio.

  • Jony Ive

    L'emblema dell'incoronazione di Carlo III, con LoveFrom: la flora di quattro nazioni che diventa una corona. Non è un prodotto Apple, ed è il punto.

  • Olafur Eliasson

    Room for one colour: una stanza dove una sola luce gialla ti toglie tutti gli altri colori. Una decisione sola, portata all'estremo.

  • Felipe Pantone

    Subtractive Variability: dischi di vetro colorato che ruotano e non ripetono mai la stessa combinazione. Il colore trattato come materia.

Fuori dal design: Teenage Engineering, Dyson, Nothing, la leggibilità di Overwatch e brat di Charli XCX, dove un verde acido e una parola in minuscolo sono diventati l'identità più riconoscibile del suo anno.

Manifesto | Il design non è arte | Paolo Frassato