Ho iniziatodal codice.
Il design è arrivato dopo. Per questo non progetto niente che non si possa costruire.
Cinque anni di istituto tecnico e tre di frontend su piattaforme che qualcuno usava davvero. Il design è arrivato quando ho visto che il codice risolveva metà del problema, e che l'altra metà la decideva qualcun altro.
Adesso progetto interfacce e le costruisco. Sapere quanto costa una cosa cambia quello che disegni, e lo cambia prima, non in revisione.
Che cos’è un design engineer?
È chi progetta un’interfaccia e poi la costruisce. Non un designer che consegna un file e aspetta, e non uno sviluppatore che esegue quello di altri: la stessa persona decide come deve funzionare una cosa e la porta fino alla produzione.
Dal concept al codice senza passaggi di consegne: ricerca, interfaccia, design system, poi React, TypeScript e Three.js. Quando un progetto ha bisogno di un backend lavoro con chi lo scrive, il resto lo chiudo io. È una figura nuova, ed esiste per un motivo semplice: le decisioni di design che contano si prendono mentre costruisci, non prima.
Perito informatico
Cinque anni all'IIS Europa Unita di Chivasso, tutti sul codice e nessuno sulla forma.
diErre Software
Stage da sviluppatore: una barra telefonica in ASP.NET e la migrazione del sito aziendale a ASP.NET MVC. Il primo codice finito in mano a qualcuno che non fossi io.
Neosyn, gruppo Reply
Angular su NPRI, la piattaforma delle ASL e degli ospedali della Regione Lombardia. Un sistema in produzione a scala regionale, con requisiti istituzionali e lavoro tracciato.
Corley
Frontend in Angular, animazioni CSS e prototipi in Figma per il redesign di siti. Qui il lavoro ha smesso di essere solo codice.
IAAD
Il passaggio al design come disciplina. Chi progetta sapendo sviluppare fa scelte diverse, e le fa prima.
NOBS Tattoo Club
Sei mesi da UI/UX designer per uno studio di tatuaggi a Torino: kiosk, sito e 3D, in co-design con Alice Bava.
Hackathon vinta
Un formato che premia le due cose insieme: decidere in fretta e saperlo costruire entro la deadline.
Club Silencio
Visual di new media art per il progetto Nucleo.
Laurea, 110
La chiusura della triennale. Il numero dice solo che non ho mollato nei pezzi noiosi, che sono la maggior parte.
Emotional design
Sto leggendo Norman e lo porto dentro al lavoro: rimettere nei prodotti digitali l'emozione che lo schermo si porta via.


Fuori dallo schermo: acquari, il cubo di Rubik col metodo a strati, Overwatch 2 e The Finals. Sono sempre le stesse tre cose. Un sistema da capire, un problema da chiudere, e qualcosa che va bene solo quando funziona davvero.


Da qui in poi, se ti serve una persona sola che progetti e costruisca.