Alla fine ha preso il solito
Storytelling visivo sulla decision fatigue della Gen Z
Un corto sulla decision fatigue della Gen Z.
Il paradosso
In un mondo saturo di stimoli affrontiamo centinaia di microdecisioni al giorno. Più opzioni abbiamo, meno siamo capaci di scegliere.
La comfort zone
Così ci rifugiamo nel "solito": stesso ordine, stessa strada, stessa playlist. La comfort zone diventa un rifugio cognitivo, non pigrizia, ma sopravvivenza mentale.
Da un brief vago
Il brief era volutamente vago. L'ho trasformato in libertà: mappe concettuali in Figjam, board su Midjourney per previsualizzare l'atmosfera prima di girare un singolo frame.
Il linguaggio visivo
Montato in Premiere Pro e rifinito in After Effects, per un ritmo ipnotico e frammentato che riproduce il sovraccarico che ci spinge verso la scelta più sicura.
Approccio e strumenti
Digital art direction in un team di due: ho definito concept e linguaggio visivo e diretto il videomaker dalle moodboard al montaggio finale.
Il risultato
- Un concept affilato nato da un brief vago
- Cura dei dettagli fino al montaggio
- Una sensazione che la Gen Z conosce bene, finalmente con un nome